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"Les maisons font la ville, mais les citoyens font la cité"

J. J. Rousseau

La battaglia per la riforma della società italiana è contro le corporazioni, per la liberalizzazione dei servizi pubblici ,  per la protezione e la tutela dei consumatori; per la costruzione di uno stato sociale più equo, Per il governo della flessibilità, per il federalismo,  Per dare una nuova prospettiva al lavoro; una speranza ai giovani; uno spazio alla solidarietà.
C'è bisogno di un nuovo pensiero, che dia una nuova forza alla tradizione riformista.

Stop al Consumo di Territorio
POLITICA
12 agosto 2011
che errore quel tuffo!!!!

Credo i debba essere grati al Tirrenoper aver ospitato l'intervento del prof. Alberto Vannucci, dal qualeè venuto un importante contributo a meglio valutare la questioneportata all'evidenza della cronaca dalla recente spettacolaremanifestazione dei concessionari dei bagni, contrari, per motivazionicomprensibili e legittime e a difesa dei loro interessi, ad attuarenel nostro Paese i dispositivi europei che prevedono l'obbligo diasta pubblica. Non si è fatta attendere le replica degliinteressati, e il Tirreno ha ospitato l'articolo del PresidenteNazionale della FIAB. Purtroppo il tono della replica, civile eragionevole, è andato peggiorando, passando prima per oscuririferimenti alla stagione del terrorismo e poi introducendo unelemento di personalizzazione che a mio parere dovrebbe essere sempreevitato.

Devo dire che le “difese” messe incampo nei ragionamenti di Lardinelli appaiono molto deboli. Osservareche l'economia balneare è una novità “inventata” daiconcessionari, e che le singole imprese sono il prodotto di apportiindividuali di persone che si sono dedicate con passione eintelligenza a valorizzare un bene pubblico destinato a servizidipubblica utilità, corrisponde sicuramente a verità. Ne diamo attotutti e volentieri. Nella nostra Città è accaduto così, peresempio, anche all'Ospedale. Ci sono cliniche, ci sono intericomparti di competenze terapeutiche che sono state ideate, costruitee sviluppate da medici di grande intelligenza e con grandi capacitàmanageriali. In nessun caso, però, queste attività sono statetrasmesse ai figli, o rivendute. Magari qualcuno ci ha provato, lal'idea che un bene pubblico possa essere acquisito e privatizzato permeriti imprenditoriali non attraversa il cervello di nessuno. Lecoste, gli arenili, sono di proprietà pubbica; le concessioni, nellanostra zona, hanno lo scopo di favorire (così dicono gli strumentigiuridici che le regolano) la erogazione di servizi alla baneazione.

Nei piani di gestione del parco, se nonricordo male, i bagni sono denominati proprio “unità di supportoalla balneazione”. Ristoranti, discoteche, happy hours permanenti,magari lato strada (e non lato mare) , sono tutte attività frutto diiniziativa imprenditoriale e propongono di fatto innovazionisostanziali del rapporto concessorio. L'opinione pubblica piùindignata è forse in qualche modo influenzata dalla constatazioneche alla velocità dell'inventiva imprenditoriale non ha corrispostola tempestività nell'adeguamento dei canoni, che restanoscandalosamente bassi.

Il fatto veramente nuovo, però, è la modifica della regolamentazione, che ha cambiato le aspettative deiconcessionari, impattando profondamente con le prassi, con leabitudini, spesso distorte, che si erano consolidate. L'obbligo,imposto dalla Unione Europea e recepito da questo governo, di passaread una regolazione rispettosa dei principi di concorrenza eimparzialità, e dunque di fare gare pubbliche a partire dal 2015,viene a creare una situazione nuova e provoca una serie di problemi.Problemi reali, dei quali si dovrebbe discutere, e non le cavolatecome quelle che si dicono per farsi forza con la diffusa diffidenzaverso lo straniero. Non sarà la calata degli stranieri il problemavero; del resto, come dimostra quello che sta accadendo in Versilia,oggi se arrivassero stranieri veramente interessati a comprareconcessioni, tirando fuori bigliettoni maledetti e subito, potrebberoimpadronirsi di tutta la costa. Se non accade è anche perchè c'èil timore del 2015 e delle gare. Un problema vero sarà invece quellodi come assicurare il proseguimento del percorso di riqualificazioneche si è faticosamente avviato in questi anni, garantendo ilrispetto degli impegni ad investire che molti (non moltissimi)imprenditori si sono assunti. Un problema sarà quello di organizzareprocedure concorsuali che sappiano valorizzare le competenzeprofessionali, evitando una mera applicazione del principio delmassimo introito. Un problema ancora di come remunerare, in una formaed in quantità non punitiva, gli investimenti già effettuati neicasi in cui le gare individueranno concessionari nuovi.

Noi cittadini, che in questi giornisiamo chiamati a sforzi e sacrifici come mai era successo prima,sappiamo che questi problemi ci sono; fino a qualche giorno fafacevamo affidamento sulla serietà e sull'equilbrio delle pubblicheautorità, alle quali compete di trovare soluzioni che bilancinocorrettamente tutti gli interessi che sono in gioco.

Dopo che abbiamo visto moltiamministratori tuffarsi con quelli che protestano e chiedono unaderoga, non possiamo che essere turbati. Abbiamo l'impressione cheanziché un lavoro di governo volto a tenere conto degli interessi ditutti, prevalgano come al solito valutazioni di ordine strettamenteelettorale. Non ci possiamo più fidare? Come minimo dobbiamochiedere di discutere di più e meglio tutta la questione.

POLITICA
8 agosto 2011
canoni, sacrifici, mafie e potentati. Parliamone senza urlare
il tema del rinnovo delle concessioni degli arenili, Fortunatamente :-) è una questione nazionale, anzi europea. Certo, dobbiamo conoscerla e dobbiamo assumere anche noi delle posizioni. Naturalmente con molta prudenza, perchè sicuramente le soluzioni che si troveranno a livello nazionale saranno soluzioni rispettose che terranno conto dei diversi interessi che sono sul campo. Noi non possiamo accettare che la concessione si trasformi in un diritto di proprietà, o qualcosa del genere (come sarebbe un concessione per 99 anni o anche per più di 9. ) 
Per quanto attenuato e bilanciato, il principio del mercato e della concorrenza deve essere affermato; anche nella determinazione degli importi dei canoni. Che comunque devono essere correlati alla capacità di produzione di reddito dei cespiti. Poichè sono i comuni (da noi il parco) a stabilire le destinazioni degli arenili (non più evidentemente solo "supporto alla balneazione" come sarebbe ora, dato che ci sono discoteche, night club, ristoranti , parcheggi, e ogni altroben di dio), questi contratti sono destinati in futuro ad essere una fonte eccezionale di reddito all'interno delle componenti della autonomia finanziaria dei comuni. Perchè questo accada il più presto possibile (come è interesse dei comuni) bisogna che fino da ora ci si metta al lavoro. C'è prima di tutto un lavoro politico da fare , perchè in molti hanno le idee poco chiare su cosa sia il "federalismo demaniale" e hanno un approccio a questa materia di vecchi o tipo: vedono nei balneari degli operatori economici da aiutare (come è giusto) ma non vedono la "globalità" e la unitarietà del problema finanziario dei comuni; non colgono il rapporto tra il potenziale di reddito che viene dall'uso economico di queste risorse pubbliche e la possibilità di tenere aperti i nidi e i servizi per gli anziani; o anche semplicemente di non aumentare ulteriormente la TARSU o altre tasse (che arriveranno).
C'è poi un lavoro di organizzazione della macchina comunale; in verità a pisa mi pare si sia abbastanza avanti: forse si dovrebbero dare solo indicazioni politiche più chiare. I listati con gli importi dei canoni si prestano a molte osservazioni, in qualche modo segnalano un disinteresse ed una scarsa attenzione alle modifiche che si sono prodotte nell'uso delle strutture in concessione.
Infine c'è un lavoro politico di "programmazione" ...urbanistica (ma è riduttivo definirla così) delle aree e delle strutture.
Ridurre la questione a quella delle gare, introducendo palesi falsità e elementi ideologici di disturbo, come paventare un interesse delle multinazionali o delle mafie, non fa altro che intorbidire le acque e rendere il problema ancora più difficile. La verità vera è che già ora molti bagni appartengono ad un gruppo di "proprietari"; e ci sono zone del Paese dove sono arrivati gli stranieri (i russi per esempio) e hanno comprato le concessioni. Oggi si può fare. Se ancora non è accaduto è solo perchè su questa finanza avventurosa incombe il timore delle gare. Possiamo parlarne senza urlare? Intanto si dia un'occhiata a questo elenco...raccapricciante

IMPORTI ANNUI (si, annui !) del canone

Bagno Gorgona € 2.834,40

Bagno - Ristorante - Bar La Riva € 1.278,84

L'Arsella € 1.263,32

Il Grecale€ 1.059,03

Toto di Del Carlo 246,78

Bagno Toto € 2.468,76

Foresta € 13.410,32

roca del mar € 636,44

Barbarossa € 45.478,94

Bagno Esperia € 297,60

Bagno Luisa € 3.093,00

Soc. Bagno Zara € 6.276,80

Bagno Sardegna€ 2.562,01

Ditta Paolicchi € 14.656,57

Marco Polo € 4.309,84

Bagno Vittoria€ 9.368,84

Bagno Fortuna€ 1.458,05

Bagno Costa Azzurra 1.996,58

Mirasole € 2.722,94

gioene s.a.s. di Roberto Caroti € 201,24

Camping Internazionale € 1.350,59

Sig. Buzzoni Francesco€ 2.499,96

Bagno Impero € 16.741,93

bagno Tritone€ 10.333,09

Bagno Arcobaleno€ 4.432,02

Bagno Gioiello€ 12.775,45

Il Gabbiano € 2.264,23

Donati Fratelli s.r.l. 21.753,03

Bagno Arlecchino € 19.075,67

Sig. Burchi Mauro€ 3.677,02

Bagno Lido€ 4.661,51

Soc. Bagno La Pace 3.081,21

Bagno Calypso € 4.954,76




permalink | inviato da liberal il 8/8/2011 alle 0:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
22 dicembre 2010
la fine della politica
E' quando si è smarrito ogni rapporto tra i contenuti, lo stato della cosa, e i soggetti. Quando, al di là di ogni retorica riaffermazione di identità, si è perso la coscienza di sè, della propria essenza sociale, della propria storica responsabilità.
Nella politica non vedo più la possibilità non dico di una riscossa, dico di un dialogo. Non capisco più, e mi pare che nessuno più voglia farsi capire.
E mi indigna la stupidità di quelli che, mentre altri ci uccidono, continuano a dire che in fin dei conti non sta succedendo nulla. 
"Loro governano così perchè hanno i numeri, noi governeremo in un altro modo quando i numeri li avremo noi." ripetono; e sembrano quegli ebrei che, a berlino, accettavano di indossare la stella di Davide obbligatoria, di rincasare al tramonto, di subire ogni giorno una nuova angheria.

Hanno truccato le carte; ci hanno lobotomizzati. E i nostri cosiddetti riformisti; richiamano e ricordano Jack Nikolson, nella parte finale di "Qualcuno volò sul nido del cuculo". 



permalink | inviato da liberal il 22/12/2010 alle 16:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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